lunedì 10 dicembre 2018
12.10.2018 - Francesca Camponero

In arrivo a Genova un film su Riace

Il film che ha avuto un gran successo in Francia e di cui spesso è rifiutata la proiezione nelle sale italiane, porta la firma di due giovani registi francesi, Shu Aiello e Catherine Catella.

Un paese di Calabria, il film documentario prodotto nel 2016, meteora cinematografica indipendente dove si racconta dell’integrazione riuscita tra chi è sbarcato dai barconi della morte e i cittadini calabresi di Riace, arriva a Genova grazie al Comitato Genovasolidale che assieme al  CLUB AMICI DEL CINEMA di Sampierdarena ne ha programmato la proiezione martedì 16 ottobre alle ore 21 in Via Rolando 15 dove è la sala cinematografica del Club . 

Il film che ha avuto un gran successo in Francia e di cui spesso è rifiutata la proiezione nelle sale italiane, porta la firma di due giovani registi francesi, Shu Aiello e Catherine Catella. 

I protagonisti sono i rifugiati e i richiedenti asilo, quasi 400, che hanno trovato inserimento sociale e alloggio, imparato la lingua italiana e i rudimenti di una professione, grazie alla volontà di Mimmo Lucano, il sindaco di Riace in questi giorni su tutte le prime pagine dei giornali  per essere stato messo agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Questo sindaco, tanto cocciuto quanto sognatore,  è riuscito a creare un “innesto” socioculturale che ha letteralmente ripopolato l’antico centro storico del suo paese, facendogli duplicare il numero di abitanti, da 900 a oltre 2mila. Il film racconta questa una “buona novella” lanciando un messaggio positivo  e molto diverso da ciò che comunicano in continuazione i media sull’argomento.

Un paese di Calabria è intessuto da una voice over di un’ipotetica migrante italiana scappata in passato dal “paese” e arrivata in Francia, il suo sguardo sfiora protagonisti, case e pietre, senza mai invadere il proscenio e si concentra su una sublimazione simbolica dell’immagine, con la macchina da presa che osserva la natura circostante, un dettaglio di mare e di terra, quando la parola del racconto si fa dura e tragica, e riemergono memoria e cadaveri della traversata della morte.

Il film che ha ricevuto diversi premi, tra cui il Buyens-Chagoll Award al Visions du Réel ( prestigioso festival svizzero dedicato al cinema del reale), è soprattutto un film che spiega che quanto fatto a Riace non è un’eccezionalità, ma può  diventare regola per altri borghi di montagna o di mare abbandonati del nostro paese . Un film che insegna quanto siano importanti l’amore e l’accoglienza, e quindi la gioia di vivere.

Francesca Camponero


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